APP & PRIVACY: CONSIGLI PRATICI

APP & PRIVACY: CONSIGLI PRATICI

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  • “APProva di Privacy”
  1. Controllo sui dati inseriti: le APP di dating
  2. Accesso alle immagini: le APP che invecchiano/ringiovaniscono
  3. Geolocalizzazione: le APP di navigazione
  4. Dati sulla salute: le APP per il fitness
  • Consigli pratici

 

  • “APProva di Privacy”

Gli smartphones sono ormai elementi irrinunciabili nella nostra vita: per lavoro, per svago, per utilità.. e con loro le APP!

E di APP i nostri cellulari (come anche i nostri tablet, i pc, le televisioni più moderne) sono pieni: quante volte scorriamo tra una schermata e l’altra del nostro dispositivo per cercare la APP che vogliamo utilizzare tra le mille scaricate, spesso anche solo per curiosità!?

Infatti, essendo il download della maggior parte delle APP gratuito, spesso si effettua per leggerezza, salvo cancellare quelle inutilizzate solo quando lo spazio in memoria sta finendo.

Ma nel frattempo che succede nei nostri smartphones? E quanto le APP scaricate minano davvero la nostra privacy? Facciamo un po’ di chiarezza!

Innanzitutto, scaricando una APP si accetta il contratto di utilizzo della stessa, ossia si stipula un vero e proprio contratto(aspetto forse troppo sottovalutato dagli sviluppatori e dai proprietari della app e possibile fonte di non pochi problemi legali).

Inoltre, e soprattutto, quando si scarica una APP si consente l’accesso ai nostri dati personali: è pertanto fondamentale conoscere le funzionalità che concretamente potrebbero compromettere la nostra privacy.

A tal proposito, il Garante italiano per la protezione dei dati personali ha raccolto efficacemente tali indicazioni in un fascicoletto intitolato “APProva di privacy. I suggerimenti del Garante per tutelare la tua privacy quando usi app”.

Innanzitutto, non tutti avranno notato che quando si sceglie un’APP da scaricare, scorrendo nella schermata prima di cliccare il tasto “Ottieni” o similari, si trovano le notazioni privacy e precisamente:

  • chi tratterà i tuoi dati,
  • per quali fini potranno essere trattati,
  • per quanto tempo saranno conservati,
  • se chi ha creato l’APP potrà condividere i dati con soggetti terzi e per che fini (ad es. commerciali, di marketing ecc).

Come regola generale per tutte le risorse online, è sempre un buon consiglio quello di fornire solo ed esclusivamente i dati che sono qualificati dalla APP o dal sito come “obbligatori” e diffidare da soggetti che raccolgono come obbligatori dati che non lo sono (ad es. la data di nascita, il sesso ecc.), perché è evidente che verranno monetizzati trasformandoli in informazioni molto utili ai fini di marketing e profilazione.

Più dati si danno, meno si limita il trattamento degli stessi, più i nostri contatti e le nostre azioni sul web saranno utilizzati ai fini marketing.

Con quali conseguenze?

Curare la privacy online non comporta solo il ricevere meno messaggi pubblicitari (il che, diciamocelo, già da solo non sarebbe un obiettivo da poco!) ma significa anche e soprattutto limitare la diffusione incontrollata di immagini, informazioni e documenti, spesso molto personali, che sono conservati nei nostri smartphones!

Ma andiamo ora a valutare le singole APP e le insidie che nascono.

 

  1. Controllo sui dati inseriti: le APP di dating

Se si usano APP per il dating (cioè appuntamenti online), è fondamentale verificare come verranno trattate e conservate le informazioni date e limitare il più possibile il consenso per tutelare aspetti molto delicati della propria vita privata: esse infatti immagazzinano dati sui nostri spostamenti, e soprattutto sui nostri incontri!

 

  1. Accesso alle immagini: le APP che invecchiano/ringiovaniscono

Diffusissime sono le APP che consentono di modificare le nostre foto invecchiando o ringiovanendo i soggetti ritratti o sostituendo la propria immagine al volto altrui oppure ancora cambiando sesso.

In questi casi è bene sapere se il titolare del trattamento dei nostri dati, ossia delle nostre foto immagazzinate sull’APP, è situato in Paesi che non danno alcuna garanzia in materia di privacy o, ancora peggio, non sia localizzato, non permettendo così di comprendere chi e dove effettivamente faccia uso delle nostre foto.

Con la conseguenza che potrebbero andare in mano a malintenzionati e sfruttate in casi di cd. deepfake, cioè modificate e utilizzate per ledere la dignità o la reputazione di terzi soggetti, o cedute a terzi per fini ignoti.

Ancora, le foto dei volti contengono dati altamente sensibili chiamati dati biometrici con i quali si può ad esempio avere accesso a password o ad informazioni riservate (quanti di voi sbloccano il cellulare mostrando semplicemente alla fotocamera dello smartphone il proprio viso?).

 

  1. Geolocalizzazione: le APP di navigazione

Ci sono poi alcune APP che, oltre a richiedere l’accesso ai dati personali contenuti nello smartphone, immagazzinano altresì informazioni relative alla geolocalizzazione (cioè possono valutare dove ci troviamo e quali sono i nostri spostamenti) e/o al microfono e/o alla telecamera del nostro dispositivo. La Geolocalizzazione può essere continua o può essere limitata ai momenti in cui effettivamente si usa l’APP.

 

  1. Dati sulla salute: le APP per il fitness

Anche le APP che misurano le prestazioni sportive o monitorano ad es. il battito cardiaco, la pressione ecc. sono tutt’altro che “innocue”. Esse infatti registrano con costanza i dati sulla salute, ossia dati definiti “particolari” o “sensibili” in quanto appunto necessitanti di una tutela della relativa privacy ancora più incisiva. È dunque evidentemente importante verificare che tali applicazioni non condividano questi dati così delicati con terzi soggetti, i quali potrebbero a loro volta utilizzarli per le finalità più disparate.

 

  • Consigli pratici

In questo articolo vi abbiamo evidenziato solo alcuni aspetti critici e spesso sottovalutati relativi alla tutela della nostra privacy quando si scaricano le famose app nei nostri smartphones.

Ma come tutelarsi?

Ecco alcuni semplici consigli pratici per un uso più consapevole e attento delle risorse online:

  • verifica sempre la provenienza delle APP e prediligi le APP che provengono da sviluppatori o market ufficiali o raggiungi la APP che vuoi scaricare utilizzando solo link trovati su siti affidabili;
  • prima di scaricare qualsiasi app scorri in fondo alla pagina di presentazione della medesima e verifica che dati cedi, con chi verranno condivisi e per che finalità;
  • verifica nelle recensioni il livello di soddisfazione degli utenti e se gli stessi hanno sollevato problemi in materia di sicurezza informatica;
  • leggi il testo di descrizione della APP che vuoi scaricare: se ci sono errori o imprecisioni è meglio essere particolarmente diffidenti;
  • installa sempre un antivirus sul cellulare / dispositivo su cui scarichi le APP.

Queste semplici verifiche che non ti impegneranno più di uno-due minuti ma possono salvare i tuoi dati e le tue informazioni riservate!

Infine, per tutelare i tuoi dati con riferimento alle APP già scaricate, controlla cosa stai condividendo e con chi, ed eventualmente modifica le autorizzazioni accedendo alle impostazioni del tuo dispositivo.

Ad esempio, per gli IPhone, andando nella sezione Impostazioni à Privacy si possono controllare i dati a cui le APP hanno accesso ed eventualmente limitare o precludere determinate funzioni.

Sempre per continuare l’esempio di cui sopra, cliccando su “Servizi di localizzazione” si trovano elencate tutte le APP che hanno accesso alla tua posizione: cliccando su ciascuna APP si può ulteriormente selezionare se si desidera che la geolocalizzazione sia sempre inibita, sia chiesta di volta in volta, sia automaticamente sempre attiva o sia attiva solo quando si usa quella APP.

In un mondo i dati personali hanno un preciso valore economico, è sempre più importante essere consapevoli di quello che si condivide davvero online!

Allo stesso tempo, per le società che vogliono sviluppare un’APP per espandere il proprio business è importante affidare a dei professionisti la creazione di un “biglietto da visita” davvero efficace, che non scoraggi gli utenti più avveduti o non crei rischi alla loro privacy: un contratto di utilizzo a norma di legge che evidenzi i dati rilevanti ai fini della tutela della riservatezza dei dati dei potenziali acquirenti non può che creare una maggiore fiducia dell’utente, e quindi, certamente, una sua fidelizzazione!

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